Back in Rome for the Year of Faith closing ceremonies

October 2013: The People of Summorum Pontificum will be back in Rome for the Year of Faith closing ceremonies.

The Cœtus Internationalis Summorum Pontificum (CISP) gladly announces that it will end the Year of Faith just as it had begun it: with a pilgrimage Ad Petri Sedem (to the See of Peter).

Following the 2012 pilgrimage’s spiritual success, the people of Summorum Pontificum are once again meeting in Rome to bear witness to the traditional liturgy’s eternal youth at the Apostle’s Tomb. The CISP thus means to contribute to the harmony and building up of the universal Church, while remaining docile to the action of the Holy Ghost.

In order to respond to the encouragement to “seguir adelante” (keep forging ahead) on the part of Cardinal Cañizares Llovera, Prefect of the Congregation for Divine Worship, at the end of the November pilgrimage,
the CISP early in 2013 had asked St. Peter’s Basilica’s archpriest, Cardinal Angelo Comastri, for access to the Basilica. This March 14, Cardinal Comastri confirmed the Basilica’s availability on 26 October next at 11am for the solemn celebration, which will be the high point of the pilgrimage.

The Cœtus Internationalis Summorum Pontificum thanks Cardinal Comastri for his hospitality and invite all groups linked to the extraordinary form of the Roman rite already to start preparing themselves for this pilgrimage through prayer and to take an active part in organizing it.

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The Cœtus Internationalis Summorum Pontificum, which was established last July, is the organizer of the People of Summorum Pontificum pilgrimage–diocesan priests and priests from ED communities, seminarians, religious, and the faithful attached to the traditional liturgy–in Rome.
This year the steering committee is made up of: Giuseppe Capoccia, managing director; Guillaume Ferluc, secretary-general; Father Claude Barthe, chaplain. Giuseppe Capoccia, Italian senior civil servant, succeeds as councilor to Riccardo Turrini who was named Judged at the Court of Appeals of the Vatican City State on December 31, 2012.

Contact : +39 366 70 46 023 / cisp[at]mail.com

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Omelia del cardinale Cañizares in San Pietro per la Santa Messa conclusiva del pellegrinaggio

Messa votiva del Cuore Immacolato di Maria

(Basilica di San Pietro - 3 novembre 2012)

Sua Eminenza, il cardinale Cañizares LloveraCari Fratelli e Sorelle, 

Celebriamo l’Eucarestia, dove ha luogo il sacrificio redentore di Cristo che si offre al Padre nella croce come sacrificio totale per gli uomini. E accanto alla Sua croce, stava Maria, Sua Madre. E qui che Gesù ci ha consegnato Maria come Madre nostra. Gesù si è consegnato tutto, ci ha dato persino Sua Madre. 

Accanto alla croce del Figlio, troviamo Maria Santissima, Madre dell’Amore e Signora Addolorata, perché Madre di Colui che è l’«Uomo dei dolori». E’ accanto alla croce del Signore che ci viene interamente svelato il mistero del Cuore Immacolato di Maria, e la sapienza di Dio che avvolge e la penetra, sapienza dell’amore che si fa pienamente presente nel Figlio, che ci ha amato fino all’estremo, come accade nel sacrificio dell’Eucarestia. La Vergine non lascia il suo Figlio, Figlio di Dio vivo, Gesù, dal quale è inseparabile; lo accompagna al Calvario, accanto al legno della croce, fino a riceverlo sul suo grembo, tolto dalla croce, esanime, prima di essere sepolto.

Contemplando il Cuore Immacolato, tutto santo, di Maria, uniti al sacro Cuore di Gesù con l’amore sincero e la fiducia dei figli, versiamo le nostre lacrime di dolore e presentiamo le nostre suppliche fiduciose. Il Cuore Immacolato di Maria splende come segno di consolazione e di speranza ferma per tutti, e riflette l’inesauribile tenerezza di Dio. Ella ci ha portato il Salvatore e tutta la gioia della sua materna intercessione è mediare per portarci a Lui. Sarebbe bene che nella sua vicinanza alle nostre sofferenze, a tutti e a ciascuno di noi, suoi figli, potessimo ascoltare la voce del suo Figlio, che accompagna accanto alla croce; quel Figlio che ci chiama a tornare a Dio, a guardare Dio, a convertirci a Dio in una vita conforme alla fede cristiana, una vita piena della carità di Dio, che è l’unica e vera sapienza.

Il Cuore Immacolato di Maria, Madre di Pietà, nel suo amore e prossimità totale alle nostre sofferenze, ci invita a seguire il suo Figlio, a venire da Lui tutti quelli che sono affaticati ed oppressi dalla vita per entrare nella gioia, nella consolazione, nella letizia e nella speranza che Dio ci ha riservati. La gente che viene ai piedi della santa Maria, al suo Cuore Immacolato, il popolo fedele e semplice, estenuato dal peso della vita, schiacciato anche dei peccati che lo affliggono, capisce in Santa Maria, nel suo Cuore Immacolato, il Mistero di Cristo, del Suo Sacro Cuore, che, in ultimo termine, è l’amore di Dio. È proprio lì, nella tenerezza di Maria, nel suo cuore santo, nel suo dolore e nel suo pianto, nei suoi occhi misericordiosi, che scoprono l’infinito amore di Dio. In Maria, il popolo, carico delle loro sofferenze e le loro colpe, intravede l’amore del Padre, il dono di questo amore che è Cristo, nel quale siamo stati amati senza limiti, e la comunicazione ai nostri cuore di questo amore, che è lo spirito Santo.

La Beata Vergine Maria, che “stava” accanto alla croce e ci era stata data come nostra Madre proprio lì, accanto alla croce gloriosa, dove arriva l’ora di Gesù, che la compie in piena obbedienza al Padre, ci rimanda, in qualche modo, al momento evocatore delle nozze di Cana, in cui la supplica della Madre anticipa l’ora del Figlio: «Fate quello che Lui vi dirà» annuncia ai servi. Parole cariche di amore, di consolazione e di speranza, anche per noi!

Le suddette parole racchiudono un messaggio di vitale importanza, ancora più contemplando il Cuore Immacolato di Maria. Un messaggio imprescindibile per tutti gli uomini di tutti i tempi: «Fate quello che Lui vi dirà». Qui si trova la vera sapienza, quella che è gradita a Dio. «Fate quello che Lui vi dirà» vuol dire semplicemente “Ascoltate Gesù, mio Figlio, Crocifisso, la cui ora di salvezza è già arrivata nella croce gloriosa. Ascoltate la sua parola, la parola del silenzio della croce, dove Dio parla e si dice tutto se stesso. Accoglietelo, seguite Lui, nell’unico modo possibile: portando la croce. Fidatevi di Lui, in verità e senza riserve, consegnandovi a Lui come Egli si è consegnato nelle mani del Padre, in totale obbedienza, fino a donare la Sua vita in amore totale, senza nessuna reticenza, con totale decisione. Allora vedrete come tutto è diverso, percepirete che con Lui arriva la gioia, il «vino nuovo» dell’amore, la vittoria dell’amore sull’odio e la violenza, il trionfo della vita, che tramuta la morte in vita, la vittoria della misericordia che riempie il cuore dell’uomo e tutto rinnova. In lui, tutto cambia, tutto si rinnova, si trasforma e si trasfigura”.

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Abbiamo bisogno di imparare a dire di sì al Signore. Un sì pieno di gioia e di fiducia. Il Cuore Immacolato di Maria, centro della sua persona, di colei che è la piena di grazia, la tutta santa, la vergine immacolata, l’Ancella fedele del Signore, totalmente sottomessa alla Parola di Dio, che ha vissuto tutta la sua vita in totale apertura a Dio, in perfetta armonia con la Sua volontà e in totale sottomissione e obbedienza fedele a Colui che «ha fatto grandi cose» in Lei e per Lei. Così è il suo Cuore Immacolato. Sempre e in ogni momento, particolarmente nei momenti più difficili che hanno raggiunto il loro culmine accanto alla croce. Maria ha messo tutto il suo cuore, tutta la sua vita, nelle mani di Dio, mantenendo sempre il suo “si”, per mezzo del quale è arrivata la salvezza agli uomini: «Ecco la serva del Signore, si faccia in me secondo la tua parola». Come il suo Figlio, l’esistenza storica di Maria si sviluppa nel «Eccomi o Dio per fare la tua volontà», che Gesù vive dal primo istante dell’Incarnazione, e fino al «si faccia non quello che io vorrei, ma quello che tu voi. Nelle tue mani consegno il mio spirito» consumato nella croce.

«Fate quello che Lui vi dirà». Questa breve frase racchiude tutto il programma di vita, che conservato e meditato nel suo Cuore Immacolato, la Santa Vergine custodì e portò a compimento come prima discepola del Signore, e che oggi lei ci insegna. Si tratta di un progetto fondato nella base solida e sicura che si chiama Gesù Cristo. È lo stesso fondamento che, tanto il Beato Giovanni Paolo II, come Papa Benedetto XVI, ci mostrano come programma per questo nuovo millennio. Tutti e due, infatti, nell’oggi di questo nuovo millennio, raccolgono la domanda diretta a Pietro nel giorno della Pentecoste: «Che cosa dobbiamo fare noi, fratelli?» noi ce lo domandiamo con fidata speranza, pur senza sottovalutare i problemi di oggi. Non ci soddisfa certamente l’ingenua convinzione che esiste una formula magica per affrontare le grandi sfide del nostro tempo. No, non sarà una formula a salvarci, bensì una Persona, e la certezza che Gesù stesso ci infonde: «Io sono con voi tutti i giorni, sino alla fine dei tempi». Non si tratta, poi, di inventare un nuovo programma. Il programma già esiste. È quello di sempre, raccolto nel Vangelo e la Tradizione viva. Esso è concentrato, in definitiva, nel Cristo stesso, che dobbiamo conoscere, amare e imitare, per vivere in Lui la vita trinitaria e trasformare, con Lui, la storia, fino alla sua perfezione nella Gerusalemme celeste, così come si è unito a Lui il Cuore Immacolato di Maria. È un programma che non cambia col passare dei tempi e delle culture, anche se ha conto dei tempi e delle culture per un dialogo verace e una comunicazione efficace. Non sono delle idee, non sono dei valori, si tratta invece di una Persona, Gesù Cristo, ed è l’incontro con Lui, e la sua sequela, che ci danno la salvezza. Non è forse questo che dobbiamo rinnovare con innovata decisione e forza in quest’anno della fede?

Cari fratelli e sorelle, avviciniamoci alla Vergine Maria e presentiamo a lei le nostre suppliche di figli affinché ci porti fino al suo Figlio, Gesù. Beatissima Vergine Maria, Madre e Signora nostra, cuore Immacolato di Maria «mostraci il frutto benedetto del tuo seno, Gesù»; aiutaci con la tua supplica, ad andare fino al tuo Figlio, con il tuo aiuto e la tua protezione, per incontraci con Lui e «fare quello che Lui ci dirà». Così, seguendo il tuo esempio come discepola fedele e serva del Signore, potremo gioire in questa tappa della storia, del «vino nuovo» che anticipa l’ora finale, e riempie tutta la realtà della felicità della presenza di tuo Figlio, nostro Signore.

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Stiamo celebrando il sacrificio eucaristico, all’ora di Nona, l’ora della croce, l’ora della misericordia. Rendiamo grazie a Dio che ci permette di celebrare il memoriale della passione, morte e risurrezione, il memoriale del Mistero Pasquale di Cristo. Lo celebriamo nella “forma extraordinaria” dell’unico Rito Romano, in conformità con il Motu Proprio “Summorum Pontificum”, del Papa Benedetto XVI. Celebriamo anche questa Messa nel giorno nel quale la chiesa di Roma ricorda Santa Silvia, madre di san Gregorio Magno.

Vogliamo, noi tutti partecipanti a questa Santa Messa, che questo sacrificio di comunione e di lode di tutta la Chiesa sia veramente un ringraziamento a Dio per tutta l’opera che il Santo Padre, Benedetto XVI, realizza, in particolare per il suo Motu Proprio “Summorum Pontificum”, che è un dono per tutta la Chiesa. Desideriamo, nell’Anno della Fede, che questo mistero di comunione, tradizione viva e perenne ereditata dai secoli, sia una reale e vera manifestazione liturgica di amore alla Chiesa e di fedeltà alla Sede di Pietro, secondo lo spirito e il senso liturgico proclamato dalla Costituzione “Sacrosanctum Concilium” del Concilio Vaticano II. Vogliamo anche che sia un segno e una testimonianza di appoggio e di sostegno filiale e affettuoso dei pellegrini qui riuniti al Santo Padre, nelle circostanze difficili di oggi. Infine, è l’occasione di esprimere la nostra volontà di partecipare al movimento e all’impulso evangelizzatore che il Papa, Pastore Supremo della Chiesa, vuol dare a tutta la Chiesa, offrendole di nuovo la giovinezza della liturgia tradizionale, che ha accompagnato i Padri conciliari per tutto lo svolgimento del Concilio Vaticano II, e che suscita oggi più che ai numerose vocazioni sacerdotali e religiose nel mondo disposte a evangelizzare.

Il gesto che oggi sto compiendo, vuole mostrare una volta di più che nessuno è di troppo nella Chiesa, come disse il Papa nel suo viaggio in Francia nel 2008. La sacra liturgia si differenzia dalle devozioni private per il fatto che è il culto pubblico della Chiesa celebrato con fede, dignità e osservando le prescrizioni dei libri liturgici. Questa santa Messa in forma straordinaria promossa dal “Coetus Internationalis Summorum Pontificum”, deve rappresentare un segno di obbedienza e comunione con il Papa. Con questa comunione, affettiva e effettiva col Sommo Pontefice e i Vescovi uniti con lui, siamo cattolici. Chiederemo insistentemente l’unità – viene da “unus” cioè stare insieme intorno ad Uno, Uno e Trino –, e la pace, sinonimo della comunione – viene da “cum-munera” – mettere insieme i carismi di ciascuno. Chiediamo che cresca la fraternità tra tutti nella carità di Cristo.

Che Santa Maria, Madre della Chiesa, felice perché ha creduto, Stella dell’evangelizzazione, ci aiuti tutti, nutriti con il dono del Pane della Vita e della parola di Dio. Che il cuore Immacolato di Santa Maria, pienamente unito al Figlio immolato e schiacciato per i nostri peccati, inseparabile dalla Croce dal cui fianco ci è stata data come Madre, ci mostri le sue viscere di misericordia, specialmente a quelli che soffrono e sono oppressi dai dolori e dalle sofferenze, e con i quali il suo Figlio Gesù Cristo s’identifica. Col Romano Pontefice affidiamo alla Madre di Dio questo tempo di grazia. Ella ci conduce a suo Figlio, al quale possiamo affidarci. Sarà Lui ad aiutarci, anche nei tempi difficili, a scoprire il cammino della fede per illuminare più chiaramente la gioia e l’entusiasmo rinnovato dell’incontro con Cristo. E così sia. Amen

Il pellegrinaggio della messa tradizionale a Roma: un coronamento ma anche un momento propulsivo

di Jeanne Smits – Emozione e riconoscenza: ecco i due sentimenti che, di sicuro, hanno  animato le centinaia di pellegrini che hanno partecipato ai diversi appuntamenti proposti dal Coetus Internationalis Summorum Pontificum dal primo al tre novembre, e le migliaia di persone, soprattutto laici, che hanno partecipato al momento culminante, nella Basilica di S. Pietro, sabato pomeriggio.

Emozione di vedere davvero onorata la liturgia tradizionale, in tutta la bellezza che le è propria. E non è un caso se la messa di commemorazione di tutti i defunti, venerdì, nella chiesa della Trinità dei Pellegrini, ha radunato un numero considerevole di fedeli. Celebrata da Mons. Sciacca, Segretario del Governatorato della Città del Vaticano, essa fa parte dei riti che contrastano più violentemente con il loro corrispondente nella liturgia “ordinaria”: che ha “dimenticato” i paramenti neri, “dimenticato” il lato terribile della morte, “dimenticato”, troppo spesso, le preghiere per strappare i defunti dagli artigli dell’inferno…

La chiesa della Trinità dei Pellegrini, parrocchia personale interamente dedicata alla liturgia tradizionale, è uno dei numerosi e, inizialmente, inattesi frutti del Motu Proprio. Affidata nel 2008 alla Fraternità San Pietro, essa accoglie molti pellegrini di passaggio a Roma; soprattutto, è sovente visitata da seminaristi e da sacerdoti che si stanno formando nella città eterna, e che vengono qui a scoprire una liturgia che non conoscono. Molti di loro non si limitano a soddisfare una curiosità, ma chiedono di imparare a celebrare la
liturgia tradizionale, e spesso lo fanno proprio lì.

Noi eravamo presenti solo all’appuntamento di sabato, ed abbiamo potuto vedere e vivere sul posto la profonda pietà e l’atmosfera di pace del pellegrinaggio. Dopo l’adorazione eucaristica per tutta la mattinata a San Salvatore in Lauro, sull’altra sponda del Tevere, alla quale hanno assistito numerosi sacerdoti e chierici, centinaia di fedeli si sono ritrovati per una processione contraddistinta dal canto degli inni latini tradizionali e delle litanie dei santi. In un istante, la grande diversità delle origini nazionali e linguistiche non ha più costituito un problema. Si pregava, si cantava insieme grazie alla lingua latina, che è il patrimonio comune di tutti i fedeli di rito latino…

A quando risaliva una processione come questa, all’ombra di Castel sant’Angelo, e poi lungo la corsia centrale di via della Conciliazione? È stata la marcia lenta e solenne, sotto lo sguardo sbalordito dei numerosi turisti del week-end di Ognissanti (“È per un film?”), di centinaia e centinaia di persone che rendevano a loro modo “visibile” la Chiesa. Cosa certo non originale a Roma, ma che in quell’occasione significava molto.

Stessa impressione di forza e di pace in Basilica… Bisogna sottolineare la caratura dei partecipanti: accanto al Cardinal Canizares, il cerimoniere era don Almiro de Andrade, della Commissione Ecclesia Dei; mons. Juan Miguel Ferrer Grenesche, sotto-segretario del Culti Divino, era il prete assistente; il diacono, don William Barker, è vicario alla Trinità dei Pellegrini; il suddiacono era il domenicano padre Réginald-Marie, della Fraternità San Vincenzo Ferrier; il secondo cerimoniere, don Marco Cuneo, della diocesi di Albenga-Imperia. Era anche presente, come “familiare”, don Rinaldo Bombardelli, il sacerdote che ha “riportato la messa tridentina a Trento”, dopo averla scoperta grazie al Motu Proprio.

Si vedevano dei sacerdoti “felici come dei bambini a Natale”, ha commentato uno degli organizzatori uscendo dalla messa. Se quella stessa mattina non ci fosse stata la messa celebrata da Benedetto XVI in San Pietro per i cardinali defunti nell’anno, parecchi cardinali si sarebbero uniti ai tanti sacerdoti e prelati presenti in coro: numerosi hanno inviato un messaggio per scusarsi di non poter partecipare.

Si notava, comunque, la presenza di mons. Di Noia, insediato alla Commissione ecclesia Dei per facilitare i rapporti con la Fraternità San Pietro; quella di mons. Perl, già responsabile della Commissione, e del suo
attuale presidente, mons. Pozzo, che quella stessa mattina aveva appreso la sua elezione ad arcivescovo ed elemosiniere del Papa. Mons. Wach, don Laguérie, don Cantoni dell’Opus Mariae e molti altri sacerdoti e religiosi come don Nicola Bux, e il padre Nuara, domenicano italiano, hanno voluto anch’essi essere presenti.

Ma è stata, soprattutto, un’iniziativa dei fedeli: diversi rappresentanti e personalità della Federazione Internazionale Una Voce, che erano presenti (Patrick Banken, Jack Oostveen, Leo Darroch, Jacques Dhaussy e altri…), hanno contribuito a far conoscere il pellegrinaggio, che è stato sostenuto con entusiasmo da don Claude Barthe. I loro sforzi hanno avuto successo, poiché si può dire che l’evento ha segnato una tappa importante nella “normalizzazione” della messa tradizionale, dopo tanti anni difficili nel corso dei quali numerosi istituti, fraternità, comunità l’hanno conservata nonostante venti e maree contrari. Ma non si è trattato di una conclusione: occorre vedere nell’evento un momento propulsivo, che si deve a tante
persone ostinate nel loro amore per la Chiesa, per la liturgia e per la messa, e che sta acquistando forza crescente. © 2012 Présent – France n° 7726 di Sabato 10 novembre 2012

Das „Summorum-Pontificum-Volk“ kommt auch zum Abschluss des Jahres des Glaubens nach Rom

Der „Cotus Internationalis Summorum Pontificum“ (CISP) freut sich ankündigen zu können, dass man das Jahr so beenden wird, wie man es begonnen hat: mit einer Wanderung „Ad Petri Sedem“.

Nach dem fruchtbaren geistlichen Erfolg der Pilgerfahrt im Jahre 2012 kehrt die Körperschaft „Summorum Pontificum“ wieder nach Rom zurück, um die ewige Herrlichkeit und Jugend der traditionellen Liturgie am Petersgrab aufstrahlen zu lassen. Die CISP setzt sich zum Ziel, so an der Harmonie und am Aufbau der Weltkirche mitzuarbeiten, in der niemand überflüssig ist, immer in Treue zum Wirken des Heiligen Geistes.

Die Organisation der neuen Pilgerfahrt, die vom 24. bis zum 27. Oktober 2013 stattfinden wird, läuft bereits seit Januar, angespornt durch den an die CISP gerichteten ermutigenden Ruf von Kardinal Canizares Lovera, Präfekt der Kongregation für den Gottesdienst: „seguir adelante“ („weitergehen“), zum Abschluss des Pontifikalamtes am 3. November. Am vergangenen 14. März bestätigte Kardinal Comastri, Erzpriester des Petersdomes, die Bereitstellung der Basilika für Samstag, den 26. Oktober 2013, um 11 Uhr für die feierliche Abschlussmesse, den Höhepunkt der Pilgerfahrt.

Die CISP dankt Kardinal Comastri für seine Großzügigkeit und lädt alle Gruppen, die an Zelebrationen der Heiligen Messe in der außerordentlichen Form des römisches Ritus mitarbeiten, dazu ein, sich ab sofort im Gebet an der Pilgerfahrt zu beteiligen und die Aktivitäten der Organisation zu unterstützen, um zu garantieren, dass viele Priester, Ordensleute, Seminaristen und Gläubige, die der traditionellen Liturgie anhängen, zahlreich in Rom erscheinen können, um ihre Liebe zur Kirche und den Sitz Petri zu bezeugen.

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Die CISP, die sich im Juli vergangenen Jahres zur Organisation der Pilgerfahr 2012 konstituiert hat, wird heute durch ein Komitee geleitet, das von Berater Giuseppe Capadoccia, Generaldelegat, Giullaume Ferluc, Generalsekretär und Don Claude Barthe als Kaplan zusammengesetzt wurde. Ratgeber Capadoccia ist Nachfolger von Dr. Riccardo Turrini Vita, der am vergangenen 31. Dezember zum Richter des Gerichtshofs des Vatikanstaates erhoben wurde.

Kontakt: +39-366-7046023 / cisp[at]mail.com

Outubro 2013: O POVO SUMMORUM PONTIFICUM DE VOLTA A ROMA PARA O ENCERRAMENTO DO ANO DA FÉ

O Cœtus Internationalis Summorum Pontificum (CISP) tem a alegria de anunciar que irá concluir o seu Ano da Fé da mesma maneira que o começou: com uma peregrinação Ad Petri Sedem.

Depois do sucesso espiritual conseguido pela peregrinação 2012, o povo Summorum Pontificum volta a fixar o ponto de encontro em Roma a fim de testemunhar a juventude perene da liturgia tradicional junto do Túmulo do Apóstolo. O CISP pretende assim participar da harmonia e da edificação da Igreja universal, na docilidade à acção do Espírito Santo.

Para responder às palavras de encorajamento que lhe foram dirigidas pelo Cardeal Cañizares Llovera, Prefeito da COngregação para o Culto Divino,  “seguir adelante” (“seguir em frente”), o CISP tinha pedido, logo no início do ano, a disponibilidade da Basílica de São Pedro ao seu Arcipreste, o Cardeal Angelo Comastri. No passado sai 14 de Março, o Cardeal Comastri confirmou a disponibilidade da Basílica para o sábado, dia 26 de Outubro, pelas 11 horas, para que aí se possa realizar a celebração solene que será o ponto alto de toda a peregrinação.

O Cœtus Internationalis Summorum Pontificum agradece ao Cardeal Comastri pela sua hospitalidade e convida todos os grupos ligados à forma extraordinária do rito romano a começarem desde já a preparar-se pela oração para a peregrinação e a associarem-se ativamente à sua organização.

 

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Criado no passado mês de Julho, o Cœtus Internationalis Summorum Pontificum é o organizador da peregrinação do povo Summorum Pontificum — isto é, sacerdotes diocesanos ou pertencentes a comunidades, seminaristas, religiosos e fiéis ligados à liturgia tradicional — até Roma. Este ano a pilotá-la será um comité constituído por: Giuseppe Capoccia, delegado-geral; Guillaume Ferluc, secretário-geral; e o Pe. Claude Barthe, capelão. O Conselheiro Giuseppe Capoccia, que é um alto funcionário do Estado italiano, vem suceder ao Conselheiro Riccardo Turrini Vita, que, no passado dia 31 de Dexzembro, foi nomeado juiz do Tribunal de Apelação do Estado do Vaticano.

cisp[at]mail.com / +39 366 70 46 023

Ottobre 2013 : IL POPOLO SUMMORUM PONTIFICUM TORNA A ROMA A CONCLUSIONE DELL’ANNO DELLA FEDE

Il Cœtus Internationalis Summorum Pontificum (CISP) è lieto di annunciare che chiuderà l’Anno della Fede con una peregrinatio Ad Petri Sedem.

Dopo il fecondo successo spirituale del pellegrinaggio 2012, il popolo Summorum Pontificum torna a Roma per far risplendere la perenne giovinezza della liturgia tradizionale presso la tomba dell’Apostolo. Il CISP intende così partecipare all’armonia e all’edificazione della Chiesa universale, nella docilità all’azione dello Spirito Santo.

Il pellegrinaggio si terrà da giovedì 24 a domenica 27 ottobre 2013, e la sua organizzazione è stata avviata già da alcuni mesi, aderendo all’incoraggiamento a “seguir adelante” (andare avanti) calorosamente indirizzato al CISP dal Cardinale Canizares Lovera, Prefetto della Congregazione del Culto Divino, al termine del pontificale del 3 novembre. Lo scorso 14 marzo, il Cardinale Comastri, Arciprete della Basilica di San Pietro, ha comunicato la disponibilità della basilica il prossimo sabato 26 ottobre 2013, ore 11, per la celebrazione solenne, momento culminante del pellegrinaggio.

Il CISP ringrazia il Card. Comastri per la sua benevolenza e invita tutti i gruppi che curano la celebrazione della Santa Messa nella forma straordinaria del rito romano a prepararsi sin d’ora con la preghiera al pellegrinaggio, e a sostenerne attivamente l’organizzazione, affinché tutti i sacerdoti, i religiosi, i seminaristi e i fedeli legati alla liturgia tradizionale possano convenire numerosi a Roma a dimostrare il loro amore per la Chiesa e la sede di Pietro.

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Il CISP, costituito nel luglio dello scorso anno per l’organizzazione del pellegrinaggio del 2012, è oggi guidato da un comitato composto dal Cons. Giuseppe Capoccia, Delegato Generale, da Guillaume Ferluc, Segretario Generale, e da Don Claude Barthe, Cappellano. Il Cons. Capoccia succede al Cons. Riccardo Turrini Vita, nominato il 31 dicembre scorso Giudice della Corte d’Appello dello Stato della Città del Vaticano.

Contatto: +39 366 70 46 023 / cisp[at]mail.com

Octobre 2013 : LE PEUPLE SUMMORUM PONTIFICUM DE RETOUR À ROME POUR LA CLÔTURE DE L’ANNÉE DE LA FOI

Le Cœtus Internationalis Summorum Pontificum (CISP) est heureux d’annoncer qu’il conclura l’Année de la Foi comme il l’a commencée : par un pèlerinage Ad Petri Sedem.

Après le succès spirituel du pèlerinage 2012, le peuple Summorum Pontificum se donne à nouveau rendez-vous à Rome pour témoigner l’éternelle jeunesse de la liturgie traditionnelle sur le Tombeau de l’Apôtre. Le CISP entend ainsi participer à l’harmonie et à l’édification de l’Église universelle, dans la docilité à l’action du Saint-Esprit.

Pour répondre à l’encouragement à “seguir adelante” (continuer à aller de l’avant) que lui avait adressé à l’issue du pèlerinage de novembre le cardinal Cañizares Llovera, Préfet de la Congrégation pour le Culte divin, le CISP avait demandé, en début d’année, la disponibilité de la basilique Saint-Pierre à son archiprêtre, le cardinal Angelo Comastri. Ce 14 mars, le cardinal Comastri a confirmé la disponibilité de la basilique samedi 26 octobre prochain, à 11 heures, pour la célébration solennelle qui sera le temps fort du pèlerinage.

Le Cœtus Internationalis Summorum Pontificum remercie le cardinal Comastri pour son hospitalité et invite tous les groupes liés à la forme extraordinaire du rite romain à se préparer dès à présent par la prière au pèlerinage et à s’associer activement à son organisation.

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Constitué en juillet dernier, le Cœtus Internationalis Summorum Pontificum est l’organisateur du pèlerinage du peuple Summorum Pontificum – prêtres diocésains ou de communautés, séminaristes, religieux et fidèles attachés à la liturgie traditionnelle – à Rome. Cette année, il est piloté par un comité constitué de : Giuseppe Capoccia, délégué général ; Guillaume Ferluc, secrétaire général ; Abbé Claude Barthe, aumônier. Le Conseiller Giuseppe Capoccia, haut-fonctionnaire italien, succède au Conseiller Riccardo Turrini Vita devenu, le 31 décembre 2012, juge de la Cour d’appel de l’État de la Cité du Vatican.

Contact : +39 366 70 46 023 / cisp[at]mail.com

Octubre 2013: EL PUEBLO SUMMORUM PONTIFICUM PRESENTE EN ROMA PARA LA CLAUSURA DEL AÑO DE LA FE

El Cœtus Internationalis Summorum Pontificum (CISP) tiene la alegría de anunciar que concluirá el Año de la Fe como lo había iniciado: con una peregrinación Ad Petri Sedem.

Después de la peregrinación de 2012, motivo de un fecundo provecho espiritual, el pueblo Summorum Pontificum vuelve a Roma para manifestar la eterna juventud de la liturgia tradicional junto a la tumba del Apóstol. De este modo, el CISP quiere participar en la edificación y la armonía de la Iglesia universal, siguiendo con docilidad la acción del Espíritu Santo.

Alentado a “seguir adelante” por el cardenal Cañizares Llovera, Prefecto de la Congregación para el Culto Divino, al término de la peregrinación de noviembre, el CISP había contactado, a principio de año, al cardenal Angelo Comastri, arcipreste de la basílica de San Pedro, a fin de celebrar allí la misa. El 14 de marzo, el cardenal Comastri confirmó que la basílica estará disponible el 26 de octubre próximo, a las 11 horas, para la celebración solemne, momento culminante de la peregrinación.

El Cœtus Internationalis Summorum Pontificum agradece al cardenal Comastri su hospitalidad e invita a todos los grupos vinculados a la forma extraordinaria del rito romano a prepararse desde ahora por medio de la oración a la peregrinación y a colaborar activamente con su organización.

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Constituido en julio de 2012, el Cœtus Internationalis Summorum Pontificum es el organizador de la peregrinación a Roma del pueblo Summorum Pontificum (sacerdotes diocesanos o pertenecientes a comunidades, seminaristas, religiosos y fieles vinculados a la liturgia tradicional). Este año, el comité de dirección está compuesto por Giuseppe Capoccia, delegado general; Guillaume Ferluc, secretario general y el padre Claude Barthe, capellán. El Consejero Giuseppe Capoccia, funcionario italiano de alto rango, sucede al Consejero Riccardo Turrini Vita, nombrado juez de la Cámara de Apelaciones del Estado de la Ciudad del Vaticano el 31 de diciembre de 2012.

Contacto: +39 366 70 46 023 / cisp[at]mail.com