Il cardinale Levada con noi in San Pietro

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14 settembre 2014, nella festa dell’Esaltazione della Santa Croce

#sumpont2016Nel 9° anniversario dell’entrata in vigore del motu proprio Summorum Pontificum di Papa Benedetto XVI, siamo felici di annunziare la partecipazione del cardinale William Levada, Prefetto emerito della Congregazione per la Dottrina della Fede, al quinto pellegrinaggio del popolo Summorum Pontificum a Roma.

Sua Eminenza ha, infatti, accettato di tenere l’omelia in occasione della S. Messa sabato 29 ottobre, nella basilica di San Pietro a Roma. Sarà una grande gioia e un vero onore veder riuniti in una stessa celebrazione il cardinale Levada, arcivescovo di Portland dal 1986 al 1995, e il suo attuale successore, mons. Alexander Sample, che celebrerà la S. Messa e guiderà i nostri passi per l’intero pellegrinaggio.

Ricordiamo che, come Presidente della Pontifica Commissione Ecclesia Dei, fu il cardinale Levada ad emanare l’istruzione Universae Ecclesiae che conferma e precisa le condizioni di applicazione del motu proprio di Benedetto XVI.

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Nota bene: nonostante la chiusura della basilica di San Benedetto a seguito del terremoto dello scorso 24 agosto, la giornata di apertura del pellegrinaggio si svolgerà comunque a Norcia, come previsto, giovedì 28 ottobre 2016. Sabato prossimo, il 17 settembre, il nostro segretario generale si recherà sul posto per un sopralluogo e decidere insieme ai Monaci eventuali aggiustamenti al programma, dei quali daremo tempestiva comunicazione.

PROGRAMMA 2016

AGGIORNATO IN DATA 20 SETTEMBRE 2016 (modifiche in grassetto)

In corsivo: programma complementare e attività organizzate dagli amici del Pellegrinaggio.

NORCIA
(è stato organizzato uno speciale tour Roma-Norcia-Roma spostamento in bus privato, camera d’albergo e cena con Monsignor Sample compresi: per la prenotazione visitare la pagina dell’agenzia Via Sacra)

Giovedì 27 ottobre
15,30 – Partenza dei bus da Roma (partenza opzionale dall’Aeroporto di Fiumicino, chiedere a Via Sacra)
18,30 – Arrivo a Norcia, check-in
19,00 – Benvenuto del Rev.do padre Barthe (cappellano del Pellegrinaggio) e di P. Cassian OSB, seguito dalla recita meditata del Rosario con P. Cassian (negli scavi del monastero)
20,00 – Degustazione della birra monastica “Nursia”
20,30 – Cena alla Grotta Azzurra con Monsignor Alexander K. Sample, Arcivescovo di Portland (solo per i pellegrini che avranno prenotato)

Venerdì 28 ottobre
09,00 – Per chi  vuole e può, partenza a piedi verso il monastero di San Benedetto in Monte (3 km, 45 minuti)
09,40 – Partenza in pullman verso S. Benedetto in Monte
10,00 – Messa all’aperto celebrata dai monaci con omelia di Sua Ecc.za Rev.ma Monsignor Alexander K. Sample (prevedere golf o giacca e scarpe di comode). A seguire, rinfresco con i monaci
13,00 – Partenza dei bus per Roma

ROMA

Venerdì 28 ottobre
16,00 – Arrivo a Roma
18,30 – Messa Pontificale celebrata da Sua Em.za Rev.ma Dario Cardinal Castrillón Hoyos per il decimo anniversario dell’Istituto del Buon Pastore, Chiesa dei Santi Luca e Martina al Foro Romano
20,00 – Processione aux flambeaux verso Santa Maria in Campitelli
21,00 – Cocktail offerto dall’Istituto del Buon Pastore

Sabato 29 ottobre
09,30 – Adorazione Eucaristica a San Lorenzo in Damaso (possibilità di confessarsi)
10,30 – Solenne processione verso San Pietro guidata da Monsignor Sample
11,45 – Passaggio della Porta Santa
12,00 – Messa Pontificale nella Basilica di San Pietro celebrata da Monsignor Sample; omelia di Sua Em.za Rev.ma, il Cardinale William Levada, Prefetto emerito della Congr. per la Dottrina della Fede e già Vescovo di Portland; musica liturgica a cura dell’Istituto del Buon Pastore
14,00 – Buffet per i Rev.di Sacerdoti e seminaristi, offerto da Paix liturgique (Palazzo Cesi, prenotazione richiesta)
Eventbrite - Priests Buffet
17,00 – Conferenza musicale e concerto d’organo, Chiesa di Santa Maria dell’Orto in Trastevere, organizzati da Chorabooks.com 

Domenica 30 ottobre
1100 – Messa Pontificale celebrata da Monsignor Sample, Chiesa della Santissima Trinità dei Pellegrini, parrocchia personale affidata alla Fraternità Sacerdotale San Pietro

> Visita la nostra mappa google per l’ubicazione dei luoghi dove si svolgeranno le cerimonie.

Anno Santo della Misericordia: Il popolo Summorum Pontificum a Norcia e a Roma con Monsignor Sample, arcivescovo di Portland

Roma – 8 dicembre 2015 : In questo giorno della festa dell’Immacolata Concezione, apertura dell’Anno giubilare, il CISP è felice di confermare le date e l’organizzazione generale del quinto pellegrinaggio Summorum Pontificum alla tomba degli apostoli.

Il pellegrinaggio avrà inizio giovedì 27 ottobre, verso le 15, con la partenza in pullman da Roma per Norcia, città natale di San Benedetto. A Norcia i pellegrini saranno accolti dai monaci benedettini e da Monsignor Alexander K. Sample, arcivescovo di Portland, che li guiderà per tutto il pellegrinaggio.

Venerdì 28 ottobre, in mattinata, Monsignor Sample celebrerà la messa nella basilica di Norcia.

Venerdì sera, i pellegrini, tornati a Roma, saranno invitati ad unirsi ad una processione con le fiaccole in occasione dei dieci anni dell’Istituto del Buon Pastore.

Sabato 29 ottobre, il Populus Summorum Pontificum, si metterà al fianco di Monsignor Sample per attraversare con lui la Porta Santa ed assistere alla messa pontificale che sarà celebrata a mezzogiorno nella basilica di San Pietro.

Infine, domenica 30 ottobre, Monsignor Sample concluderà questo quinto pellegrinaggio internazionale con la celebrazione della festa di Cristo Re nella chiesa della Santissima Trinità dei Pellegrini.

Riguardo la giornata a Norcia
L’organizzazione di questa giornata eccezionale nella città di San Benedetto, è affidata all’agenzia turistica Via Sacra.
I dettagli della giornata si possono consultare qui. Per ogni informazione supplementare, si può contattare la signora Marie Perrin, via mail all’indirizzo info@viasacra.it, o al +33 (0)6 28 73 77 79.

Digest #sumpont2015

#sumpont2015 by François Pierre-Louis

Messaggio di Sua Santità Papa Francesco

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Messaggio di Papa Francesco al #sumpont2015

“Il pellegrinaggio mantiene viva nella Chiesa l’antica liturgia romana.”

Omelia di Mons. Luigi Negri, Arcivescovo di Ferrara-Comacchio

24 ottobre, basilica di San Pietro
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1 800 pèlerins à Saint-Pierre

Notre commentaire sur le succès de la procession du samedi 24 octobre 2015 et de la Sainte Messe en la basilique Saint-Pierre de Rome.

Homélie de Dom Jean Pateau, abbé de ND de Fontgombault

25 octobre, église de la Très Sainte Trinité des Pèlerins
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Predica di Sua Eccellenza Mons. Guido Pozzo

23 ottobre, Chiesa di Santa Maria in Campitelli. Questa non è la versione definitiva perché Sua Eccellenza ha deciso di aggiungere una parte relativa all’attualità, cioè al Sinodo dei Vescovi, ma va letta comunque.
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Mot d’ouverture de #sumpont2015

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OMELIA DI MONS. LUIGI NEGRI

BASILICA DI SAN PIETRO IN VATICANO – 24 OTTOBRE 2015

monsnegri2Sia lodato Gesù Cristo
Sempre sia lodato.

La parola della liturgia richiama la grande attesa della salvezza dell’intera umanità e, in particolare, l’attesa dei poveri, degli umili, dei disperati. Quella stessa attesa che ad un certo punto si muovesse l’acqua della piscina, perché qualcuno potesse entrare in essa e così partecipare della novità di vita identificata nel Messia d’Israele.

Ecco! Ora l’attesa è finita. L’attesa è finita perché l’avvenimento di Cristo ha squarciato definitivamente i cieli ed è penetrato dentro lo spessore della storia – dell’intera Storia – con tutte le sue grandezze e le sue povertà, con tutti i suoi limiti e le sue tentazioni, ma anche con l’immensa capacità dell’uomo, di affrontare responsabilmente, di generazione in generazione, il problema del destino della sua vita, del fine a cui è chiamato, del Regno di Dio cui tendiamo e che è in mezzo a noi.

È Cristo la vita nuova in mezzo a noi: la vita è pienamente realizzata in Lui, nel mistero della Sua Morte e Resurrezione e della Sua Ascensione, mistero comunicato a ciascuno nella profondità della nostra fede e nell’intensità della nostra carità.

Vita nuova perché la salvezza è una. E’ una nuova dilatazione dell’intelligenza e del cuore che si traduce poi in una nuova sensibilità verso sé stessi, verso gli altri, verso la realtà. Questa umanità nuova è dentro di noi come grazia, come dono della fede. Come verità non meritata ma offerta gratuitamente a quell’attesa profonda che anima la nostra esistenza.

Di fronte a questa grazia noi non siamo e non possiamo rimanere inerti come abbandonandoci ad una sorta di fatalismo che non è cristiano. Noi dobbiamo assumerci la nostra responsabilità, perché la grazia, principio di vita nuova in noi, sede di vita nuova in noi, possa maturare, possa investire e realizzarsi nella nostra umanità, ma soprattutto, realizzandosi nella nostra umanità, possa diventare principio di missione, principio di comunicazione. La fede ci è data per comunicare.

Nella Redemptoris Missio, San Giovanni Paolo II diceva: la fede si irrobustisce donando. Dunque, la gratitudine per la grazia che ci è stata data, diviene, nella profondità della nostra coscienza e del nostro vivere quotidiano, l’intendimento a offrire il nostro contributo alla grande missione di Cristo e della Chiesa. Un impegno a cui dobbiamo collaborare con tutte le nostre forze, quali siano gli ambiti del quotidiano, le circostanze che affrontiamo, i luoghi e le funzioni che abbiamo.

Una sola grande vocazione appartiene al popolo cristiano: comunicare la vita nuova di Cristo ad ogni uomo perché ogni uomo possa, investito di questa grazia, se vuole, corrispondere e fare anch’egli, a sua volta, esperienza di questa novità. Dunque la responsabilità cristiana è la missione, e questa è stata la grande e straordinaria, lezione della Chiesa nella sua storia bimillenaria, variegata faticosa, talora segnata da tanti limiti, ma segnata anche da tanta gloria.

La Chiesa è questa presenza inesorabile della vita di Cristo che viene offerta a tutti coloro che qualche volta non la desiderano neppure, ma dalla nostra presenza di testimoni vengono sollecitati a guardare Cristo, magari per la prima volta, in un mondo come quello in cui viviamo, così lontano dalla presenza del Signore.

Questa missione ha visto la sua identità, la sua moralità scandita da due grandi parole che nella sua storia la Chiesa ha spesso potuto e dovuto dire: la prima parola è la parola POSSIAMO, POSSUMUS, e in questa parola, in questo atteggiamento la Chiesa ha, di generazione in generazione, incontrato l’umanità; la fede ha incontrato la ragione; la libertà cristiana ha incontrato la legge umana; le vicende della vita, dei popoli e delle nazioni sono state inculturate dalla fede cattolica, così che, in più di un caso, questa fede cattolica ha saputo dare un contributo significativo a forme di cultura e di civiltà.

Nel possumus la Chiesa e il mondo si sono incontrati. L’umanità in ricerca si è incontrata con la Chiesa che porta il Dio che si rivela. L’esistenza umana, personale e sociale, questa grande storia di cultura e di civiltà, è significata dalla grande cultura cattolica che non è ancora finita e che ci parla attraverso le più diverse forme di espressione culturale. La missione ha avuto certamente nell’orizzonte del possumus la capacità di dare un contributo significativo all’incremento della vita umana, personale e sociale

Ma la Chiesa ha potuto e dovuto dire, in modo inesorabile, anche un’altra parola: NON POSSIAMO, NON POSSUMUS. La Chiesa in molte occasioni ha dovuto dire che non era lecito non denunciare il tentativo di eliminare la presenza della Chiesa dalla vita della società, ridurre i diritti di Dio, i diritti della Chiesa, e quindi inesorabilmente contribuire al degrado della vita umana e sociale. Non possiamo. Non c’è stato nessun momento della storia per quanto drammatica, soprattutto dell’occidente europeo, in cui la Chiesa non si sia, talvolta anche da sola, assunta la responsabilità di negare la legittimità di certe ideologie, la legittimità di certe impostazioni culturali, sociali e politiche.

La Chiesa, nel suo non possumus, non ha chiuso il dialogo con gli uomini, ma ha negato che le ideologie potessero essere un avvenimento significativo per la sua vita. La denuncia di ciò che contrastando la Chiesa avvilisce l’uomo, il mistero della vita, il mistero dell’amore. La sacralità della paternità e della maternità, gli avvenimenti più significativi della vita umana, stravolti, abbattuti, sostituiti da forme assolutamente inaccettabili di convivenze personali, familiari o sociali.

La Chiesa non potrà mai dire solo possumus, come non potrà mai dire soltanto non possumus. Dovrà, nella responsabilità missionaria, rendere possibile l’incontro fra Cristo e il cuore dell’uomo, dovrà sapere ritmare le aperture e le chiusure, le accoglienze intellettuali e morali e la negazione per tutto ciò che va contro i diritti di Dio. E andando contro i diritti di Dio mette le condizioni per un degrado, per una disumanizzazione della vita umana e sociale di cui è terribile esperienza la società in cui la Chiesa vive oggi.

Guai a noi dunque fratelli, se sostituiamo al binomio possumusnon possumus, un possumus a senso unico che consegna la cristianità alla mentalità dominante, che fa diventare obbiettivo della nostra vita ciò che è perseguito dal mondo nel suo aspetto negativo e diabolico: l’eliminazione di Cristo e della Chiesa. Noi non possiamo accettare che troppi avvenimenti o iniziative o tentativi in questo variegato mondo cattolico, siano fortemente condizionati da una volontà di piacere al mondo e di riceverne il suo appoggio.

Noi vogliamo vedere il volto di Cristo. Questo volto di Cristo che sfolgora nella bellezza della liturgia, e, come accennava il Santo Padre nel suo messaggio, ci introduce alla gloria definitiva del Suo volto. Il volto che è al tempo stesso di Risorto e di Giudice. Noi vogliamo solo mettere ogni giorno gli occhi della nostra intelligenza e del nostro cuore nel volto amatissimo del Signore. Perché da lì nasca un’intelligenza nuova, di noi e del mondo. Un cuore nuovo che ci fa amare ogni uomo che viene in questo mondo come parte del mistero di Cristo che ci si rivela. Che ci faccia sentire l’utilità del nostro tempo e della nostra vita soltanto come affermazione di Cristo e non come affermazione del nostro potere. Questo vogliamo.

Affidiamo alla Vergine la Santa Chiesa di Dio perché la letizia che scaturisce dalla fede sappia portare anche il peso del sacrificio della nostra vita quotidiana – della vita di tutta la Chiesa come di quella di ciascuno di noi – così da rendere inscindibile un binomio, che per la mentalità mondana sembra impossibile: letizia e sacrificio.

E così sia.