Sotto la protezione di San Filippo Neri

San FIlippo neri, Roma, Summorum Pontificum

Il terzo apostolo di Roma, protettore dei pellegrini del popolo Summorum Pontificum

Abbiamo scelto come protettore del pellegrinaggio Summorum Pontificum uno dei santi più popolari a Roma: san Filippo Neri (1515-1595), noto come «il terzo apostolo di Roma» – dopo San Pietro e San Paolo – tanto la sua attività pastorale vi è stata incisiva.

Venuto da Firenze, condusse nella città dei papi una vita santissima di preghiera, di adorazione dell’eucarestia e di predicazione. Dopo aver pensato, in un primo tempo, di imbarcarsi per le Indie come missionario dell’allora giovanissima Compagnia di Gesù, «Pippo il Buono», com’era soprannominato, comprese che le sue Indie si trovavano a Roma, e più precisamente per le strade della città, popolate da bambini abbandonati a se stessi, da mendicanti e da pellegrini.

Prete pieno di brio, d’entusiasmo e d’immaginazione, Filippo attirava a se le anime, soprattutto quelle dei bambini, in virtù dell’esemplarità della sua vita di preghiera, d’adorazione e di predicazione. Testimone vivente della gioia cristiana, capace di rispondere con l’umorismo alle canzonature, fu nello stesso tempo un grande mistico e un grande apostolo della carità. Fondò ospedali, scuole, istituti di carità, e moltiplicò, per l’edificazione del popolo romano e dei pellegrini, le processioni (come il famoso «giro delle sette chiese»), gli esercizi di pietà, le adorazioni del Santissimo Sacramento, le cerimonie liturgiche solenni.

Contemporaneo del Concilio di Trento, contribuì alla riforma del clero fondando la Società dei Preti dell’Oratorio che, a partire da allora, si è diffusa a macchia d’olio nel mondo intero, e di cui ha fatto segnatamente parte il beato John Henry Newman. È stato il piccolo oratorio, il gruppo originale che si ritrovava attorno a San Filippo, a dare il nome alla Società.

Nel 1548, alla vigilia del giubileo del 1550, San Filippo fondò la Confraternita della Santissima Trinità dei Pellegrini, con la vocazione di accogliere e assistere i pellegrini che si recano ad Petri Sedem, e specialmente di assistere i pellegrini poveri. Qualche anno prima della morte di San Filippo, la Confraternita iniziò la costruzione di una chiesa per le proprie necessità: la Santissima Trinità dei Pellegrini. Dal 2008, Papa Benedetto XVI ha permesso che questa chiesa diventasse la sede di una parrocchia personale per la forma straordinaria del rito romano, affidata alla Fraternità San Pietro e divenuta punto di partenza del nostro pellegrinaggio.

Quale santo migliore di San Filippo Neri, dunque, per riceverci nella città dei Papi e condurre il nostro pellegrinare verso la Tomba di Pietro a celebrarvi la messa che infiammava straordinariamente il suo cuore dell’amore di Dio?

Don Claude Barthe, Cappellano

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